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domenica 5 aprile 2015

Trionfo italiano a Los Angeles: 16 premi per i Fratelli Katano

Così come agli Oscar, quest'anno anche al Los Angeles Web Series Festival si è voluto premiare le opere d’autore assegnando alla serie “Fratelli Katano” ben 16 premi (su un totale di 200 assegnati), e cioè: 

Outstanding Series
Outstanding Score
Outstanding Theme Song
Outstanding Special Effects
Outstanding Cinematography
Outstanding Sound Design
Outstanding Editing
Outstanding Series Premise
Outstanding Guest Actor
Outstanding Guest Actress
Outstanding Supporting Actor
Outstanding Supporting Actress
Outstanding Lead Actor
Outstanding Lead Actress
Outstanding Writing
Outstanding Directing

Si tratta di una vittoria davvero inaspettata e che inorgoglisce, oltre che gli autori della serie, anche tutto il mondo webseriale italiano, da sempre esempio per il mondo di originalità e vitalità.
I Fratelli Katano hanno ritirato i numerosi premi durante la serata conclusiva del festival che si è tenuta al “Madison Joke Theatre” di Los Angeles la sera del 4 aprile. Commozione, lacrime e urla di gioia hanno sottolineato la solennità dell’evento ma anche qualche polemica dovuta alla contestazione animata di una delegazione di videomaker dell’Estonia tornati a casa senza nessun premio.

Ma i Fratelli Katano non sono gli unici italiani ad aver trionfato alla prestigiosa kermesse losangiolina. Premi vari sono andati anche ad altre 32 web serie italiane, tra le quali le celebri:

"Forse sono zombie"
"Shadow of the zombie"
"Zombie ingenui"
"Quei bravi zombie"
"Inside Zombie"
"Fable Zombie"
"Un zombie imperfetto"
“Zombie per miracolo”
"Diego il zombo della curva sud
"

I Fratelli Katano non rientreranno subito in Italia in quanto impegnati ancora oltreoceano per le riprese di alcune scene del loro progetto “Diversamente Zombie”. Appena a casa, però, Tonino e Tanino realizzeranno un video artistico per celebrare la gloriosa vittoria. 

lunedì 23 marzo 2015

Aldo Grasso: i Fratelli Katano e il nuovo dadaismo.

da "Il Corriere dela Sera" del 23 marzo 2015

Ci volevano i Fratelli Katano e farci capire lo stato dell'enterteinment del nostro paese. Tra web, televisione generica e tematica, nuova commedia italiana battutara e becera, satira politica affidata ai politici e torpore invernale intriso di nostalgiche rievocazioni vintage, i due cialtroni napoletani (i personaggi, non gli interpreti) compiono un loro percorso non lineare, indipendente e inarrestabile, verso l'unica uscita ancora aperta di sicurezza di uno show business in chiusura per fallimento.
Non è facile seguire ne comprendere le performance dei Fratelli Katano. Dicono tutto e (più spesso) non dicono nulla. Un silenzio contenutistico eloquente e spesso provocatorio. 
L'estetica retrò, affidata ai più comuni filtri di invecchiamento delle applicazioni di fotoritocco digitali, è l'unica traccia di un intervento premeditato, convenuto su del materiale che per il resto presenta totale assenza di programmazione di qualsiasi tipo. Per quanto si tratti di anarchia fine a se stessa, risulta sbagliato cercare nelle piccolissime opere neo-dadaiste dei Katano un intento provocatorio. 
Anche se è inevitabile identificare dei modelli in Antonio Rezza e Ciprì e Maresco di CinicoTV, i Fratelli Katano restano una delle poche espressioni culturali originali e rivoluzionarie prodotte dai nuovi media in questi ultimi dieci anni di confusionale ricerca.
Si parla in questi giorni di una crisi creativa della coppia, ma sappiamo per certo che trattasi soltanto di un allontanamento tecnico dalla ribalta. Penso che a breve sapranno stupirci come non possiamo immaginare.

Aldo Grassso